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CALABRIA AMBIENTE La scuola calabrese per la difesa dellambiente e lo Sviluppo compatibile I principi
Leducazione ambientale diviene, pertanto, il contesto in cui: · organizzare processi educativi su base scientifica; · sviluppare interventi per diffondere il concetto di sostenibilità dello sviluppo; · riformulare nuove ipotesi sul rapporto uomo ambiente nei vari contesti socio culturali e territoriali;
Il concetto di ambiente acquisisce, di conseguenza, le connotazioni di sistema globale in cui gli interventi proponibili, specie in ambito scolastico, non possono che essere trasversali e multidisciplinare. In ordine a tale premessa, e come naturale conseguenza, si possono ribadire i principi fondamentali delleducazione ambientale come sanciti dalle conferenze internazionali che si sono diffusamente occupate del tema (Belgrado 1975; Mosca 1977, Salonicco, 1997) e, ovviamente, le più recenti formulazioni di Rio de Janeiro (conferenza ONU sullambiente) e Kioto: - destinatari delleducazione ambientali sono i cittadini di tutte le nazioni che, con la loro azione, intervengono, sia pure in misura notevolmente differenziata, sullambiente; - fondamento etico delle.a. è il rispetto per la vita di tutte le forme viventi; - il riequilibrio del rapporto uomo ambiente deve avvenire nella consapevolezza del limite delle risorse planetarie; - la coscienza ambientale nasce e si forma nellambito dellattività didattica, che deve essere riorganizzata su base multi inter disciplinare; - la coscienza ambientale collettiva si consolida attraverso unazione ampia e programmata delle attività mirate alla sensibilizzazione.
Le
azioni da promuovere · organizzare un complesso di attività didattiche e informative sullo sviluppo sostenibile; · incentivare la partecipazione dei giovani; · sviluppare la formazione.
Gli interventi necessari per favorire la diffusione del concetto di sviluppo sostenibile inducono a: - considerare le. a. strumento necessario per dare a tutti la possibilità di essere protagonisti della propria esistenza, apprendendo per tutto larco della vita (educazione permanente) ed esercitando le facoltà di scelta responsabile in ordine al problema ambiente; - integrare le discipline in maniera dinamica dimostrando la possibilità di conciliare i temi e i problemi dello sviluppo e della qualità della vita con il limite delle risorse disponibile; - coordinare le iniziative favorendo la sinergia e la collaborazione tra soggetti diversi (scuole, organizzazioni consumatori, università, associazioni non governative, mezzi di informazione).
Per quanto attiene allItalia è obbligatorio il richiamo alla Carta dei principi di Fiuggi (1997), approvata in conclusione del seminario nazionale A scuola di ambiente , il cui fondamento è costituito dal concetto di cittadinanza attiva e dalla proposta di rafforzare, con idonee iniziative, la complessità delle relazioni tra natura e uomo. La suddetta Carta dei Principi propone, inoltre, che leducazione ambientale deve divenire componente organica di tutte le politiche pubbliche, deve orientare lintervento delle istituzioni2 ed avere un ruolo specifico nel dispiegarsi delle politiche ambientali del governo. La Carta di Fiuggi conferma, quindi, la trasversalità e la multidisciplinarità della formazione ambientalista: non è sufficiente, pertanto, la semplice consultazione degli organismi istituzionali di base in merito alle grandi scelte della politica ambientale, anche quando si tratti di dare corso a interventi sistematici di grande impatto ambientale (depuratori, discariche, depositi scorie,ecc.) ma è necessaria una programmazione preventiva in ossequio al principio che non si può pretendere uneducazione ambientale consapevole se poi i destinatari delle scelte governative restano esclusi dalle indagini preparatorie alle scelte. Per quanto attiene ai principi sanciti in ambito internazionale si ricordano: - Dichiarazione ONU sullambiente umano (Stoccolma 1972) con cui la comunità internazionale prende coscienza dei problemi dellambiente; - Carta di Belgrado (Belgrado 1975) con cui si promuove uno schema ambientale internazionale per le.a.: - Conferenza di Mosca (Mosca 1987) su problemi dellambiente e ruolo umano; - Conferenza ONU (Rio de Janeiro 1992) - Agenda 21 sulleducazione ambientale; - Dichiarazione di Salonicco (1997) Conferenza internazionale su ambiente e società; - Decisione C.E. 2179 DEL 1998 DEL Parlamento europeo su sviluppo durevole e sostenibile; - Risoluzione del Parlamento europeo sulleducazione ambientale; - Convenzione di Aarhus ratificata dallItalia con legge 16.3.2001,n. 108, sullaccesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e laccesso alla giustizia in materia ambientale; - Conferenza internazionale di Johannesburg (2002) per lo sviluppo sostenibile.
In ambito nazionale si ricordano: · Legge 8.7.1986, n. 349 che istituisce il Ministero dellAmbiente; · Legge 28.8.1989, n. 305, programmazione per la tutela dellambiente; · Programma di intervento per linformazione e leducazione ambientale per il triennio 1994/1996; · Carta dei Principi per leducazione ambientale (Fiuggi 1997); · Legge 9.12.1998, n. 426, nuovi interventi nel settore ambientale; · Conferenza nazionale delle.a. (Genova 5-8 aprile 2000).
In ambito regionale: - Legge Regionale 20/99 recante norme per lelaborazione di dati ed informazioni di interesse ambientale finalizzati alla prevenzione mediante programma di divulgazione e formazione tecnico - scientifica; - Bandi di concorso per la concessione di contributi per attività di educazione ambientale nellambito di Agenda 21; - Iniziativa CEDAM (Centro di Educazione e documentazione ambientale) per la sola provincia di Cosenza.
Per quanto attiene alla Calabria, in effetti, al di là di numerose iniziative di enti, associazioni e, in maniera poco coordinata, delle stesse Istituzioni scolastiche, non si ravvisano eclatanti iniziative istituzionali nel campo della difesa dellambiente e delle.a. Soltanto di recente (2003) liniziativa del CEDAM ha sviluppato una concreta iniziativa, fondata su una serie di incontri tesi a modernizzare il concetto di educazione ambientale e diffondere il concetto di sviluppo sostenibile. La situazione calabrese, tuttavia, almeno sul piano normativo evidenzia una cospicua attività soprattutto in relazione ai Parchi esistenti (Aspromonte, Pollino, Serre) ma è altrettanto evidente che sono scarse le risorse destinate propriamente alleducazione ambientale. Regione, Province e Comuni, anche con gli enti di diretta emanazione (Pro Loco, ARSSA, APT, AFOR, ecc.) non hanno finora inciso, anche per la sporadicità e lo scarso coordinamento delle iniziative, in maniera determinante per accrescere leducazione ambientale, specie quella dei giovani. Simpone, pertanto, un impegno immediato e diretto, organizzato su basi scientifiche, che investa ed interessi ragazzi, giovani e adulti sulla base di un percorso che preveda: a) Monitoraggio sistematico delle attività dei tre livelli di scuola in materia di educazione ambientale. b) Costituzione di un osservatorio, sui percorsi di educazione ambientale e sviluppo sostenibile, che veda impegnati, su una dimensione regionale, i vari livelli di scuola, la Regione (Assessorato allAmbiente), lUfficio Scolastico Regionale, le Associazioni ambientaliste, lIRRE Calabria. c) Organizzazione condivisa di attività sistematiche, sulla base di appropriati indicatori di qualità, per ciascun livello di scuola fondata su: - stato del paesaggio calabrese individuazione delle cause e delle finalità dellintervento umano sul territorio lo sviluppo sostenibile: limpatto ambientale limpatto edilizio le coste calabresi le aree interne le aree montane d) - I problemi: gli incendi gli ecomostri la viabilità - ; e) - Il mito del benessere e il turismo; f) Ricerca azione sullo sviluppo sostenibile in ragione delle peculiarità territoriali; g) educazione ambientale e città; h) Progettazione didattica:seminari di formazione docenti informazione il ruolo della famiglia nelleducazione ambientale; i) monitoraggio e valutazione dei risultati
Strumenti
operativi del percorso b) Osservatorio delle attività didattiche 1 presenza per ciascun soggetto coinvolto (E fondamentale la costituzione in reti provinciali degli istituti scolastici coinvolti); c) Seminari formativi- almeno uno per provincia con la partecipazione di docenti di scienze/lettere delle scuole impegnate. (Il CTS provvederà ad individuare i soggetti formatori di alto livello culturale, professionale, scientifico); d) Individuazione e costituzione nuclei di valutazione dei risultati conseguiti; e) Pubblicazione della documentazione.
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