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| archivio / dispersione scolastica | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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IL VIAGGIO Un programma strategico per il recupero e la prevenzione della dispersione scolastica in Calabria
La problematica Alla dispersione scolastica, intesa non soltanto come evasione dallobbligo di frequentare la scuola ma anche come abbandono, ripetenza, discontinuità e insuccesso si è dato il giusto valore a metà degli anni 70, quando si avvertì che essa non poteva essere considerata e accettata come normale anomalia fisiologica nei processi di formazione. Da allora molti sono stati gli interventi, sia a carattere nazionale che regionale e locale, per arginare il fenomeno e, laddove possibile, eliminarlo completamente. Sia pure con evidenti contraddizioni le misure poste in atto hanno consentito di raggiungere risultati interessanti e, in alcune aree del Paese, assolutamente apprezzabili. Si è, tuttavia, constatato che il fenomeno presentava aspetti di intollerabile resistenza nel sud e nelle isole, ma neppure il nord ne era completamente esente. Da tali riflessioni prese corpo lindagine conoscitiva sulla dispersione scolastica avviata dalla VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati che se ne occupò fino al 2000, soffermandosi, in particolare, sulla situazione delle aree più esposte al rischio di dispersione e insuccesso formativo. I dati offerti dallo studio della Commissione parlamentare evidenziano che in occasione del censimento del 1991, la percentuale della popolazione compresa tra i 15 e i 18, sprovvista di licenza media, anni sfiorava, sul piano nazionale il 10 %, con punte superiori al 15 % in Calabria. Lalta percentuale (45 %) di ragazzi licenziati dalla Scuola Media con il giudizio di sufficiente, costituiva, inoltre, ulteriore testimonianza del disagio formativo e di una specie di intolleranza allelevazione dellobbligo scolastico. Infine non si poteva ignorare il permanere di alti tassi di dispersione nella scuola media superiore , in particolare, nellindirizzo professionale e tecnico, tale da raggiungere un allarmante 30 % della popolazione scolastica. Altri motivi di riflessione sono offerti dal divario di genere registrandosi che la dispersione dei ragazzi è esattamente il doppio rispetto a quella delle ragazze nonché al peso esercitato dal titolo di studio dei genitori, apparendo subito evidente che la dispersione scolastica investe gli strati meno colti e in genere economicamente più disagiati della popolazione. Dati più recenti (si veda rapporto MIUR sulla dispersione scolastica pubblicato nel 2003, che raccoglie i dati dellanno scolastico precedente) inducono a definire fisiologica, ossia non migliorabile, la soglia raggiunta nella scuola dellinfanzia e primaria, trattandosi di abbandoni dovuti a trasferimenti o ad alunni nomadi che si allontanano senza preavviso. Per la scuola secondaria di primo grado il tasso di interruzione della frequenza si è attestato su 0,31 % ma con situazioni assai diversificate nelle varie arre del Paese. La nostra Regione mantiene saldamente il picco con una dispersione dello 0,7 rispetto ad un tasso complessivo dellItalia meridionale dello 0,55. Per quanto riguarda la Calabria, inoltre, la situazione si presenta ancora più seria se si analizzano i dati relativi alle iscrizioni degli ultimi due anni. Si registrano, infatti decrementi, per lanno scolastico in corso, rispetto al precedente biennio del 4%, del 3% e del % rispettivamente nelle iscrizioni rispettivamente alla scuola per linfanzia, alla primaria ed alla secondaria di primo grado. (si veda rapporto Assessore Regionale alla Pubblica Istruzione in occasione dellinizio dellanno scolastico 2004.05).
Le cause In Calabria la condizione di svantaggio è ancora notevolmente diffusa, sebbene siano innegabili i progressi compiuti. Restano assai influenti le cause esogene della dispersione, ossia i fattori connessi allo sviluppo, le possibilità di reddito, la disponibilità di infrastrutture e servizi (trasporti, biblioteche, strumenti di comunicazione, ecc.), i bisogni economici, la cultura familiare, lambiente esterno. Particolare attenzione, specie per quanto riguarda la Calabria, va annessa a: a) cultura familiare Con tale espressione, rispetto alla storia, allantropologia ed ai grandi mutamenti intervenuti nella società calabrese si vuole indicare non soltanto latteggiamento educativo e formativo delle famiglie, ma soprattutto il loro comportamento rispetto ai valori di base su cui si regge limpianto democratico del Paese: il senso interiore (ossia avvertito e condiviso) della legalità; il sentimento civico (ossia il rispetto di tutto ciò che appartiene al pubblico e la condivisione individuale e collettiva della sfera abitativa e ambientale), la genitorialità (ossia la solidarietà verso i figli degli altri). b) possibilità di reddito La Calabria resta una regione con grandi contraddizioni reddituali e il percorso formativo, in prevalenza, continua ad essere concepito come strumento di miglioramento sociale e proiezione in una stratificazione sociale diversa e migliore di quella di appartenenza. Lo scontro inevitabile con la realtà avviene quando ai fattori di cui al punto a) si sommano quelli che derivano dalla constatazione che studiare non produce automaticamente una maggiore possibilità di reddito e che, quindi, tanto vale percorrere altre strade (abbandoni nella scuola media superiore e nelluniversità) o emigrare. Non diversamente i fattori endogeni, tra cui lo stesso atteggiamento della scuola verso le famiglie, i percorsi didattico formativi, la complessità della situazione afferente alla formazione professionale, lesposizione al rischio dispersione degli elementi caratterialmente e socialmente più deboli. In sommario: a) la scuola deve essere meno formalista e più umana, ossia più capace di calarsi nella realtà dellambiente in cui opera anziché tenersene al di sopra o al di fuori. Il punto di partenza può essere costituito dalla creazione di un più diretto rapporto con le famiglie che si fondi su un coinvolgimento attivo ed operativo, una forma di stimolazione ai genitori da far ricadere positivamente sui figli; b) i percorsi formativi, nella scuola dellautonomia e della riforma, devono tenere conto che il centro dellattività è il ragazzo, nella sua imperfezione, umanità e, soprattutto, nei suoi bisogni e che non vi è nessun essere umano che non abbia desiderio di apprendere e, quindi, il percorso formativo non deve più partire dal cosa insegnare, semmai dal come insegnare ciò che il ragazzo vuole apprendere. Simpone labbandono delle rigidezze formali ed una maggiore apertura verso le attività laboratoriali, le metodologie di apprendimento cooperativo e luso delle tecnologie più moderna; c) non è necessario accettare come indicatore negativo il clichet della devianza sotto la spinta del bisogno né sotto quello dellimitazione o dellattrazione consumistica. E sufficiente constatare che può succedere (e succede) che lalunno culturalmente e socialmente più debole, ossia meno dotato di difese civili e culturali è più esposto al rischio dispersione perché privo di punti di riferimento ideali e reali. Se la famiglia fallisce e la scuola lo abbandona lambiente socio culturale prevalente farà il resto e il ragazzo cadrà presto nella rete naturale prodotta, specie in certe aree interne o delle periferie metropolitane reggine e cosentine , dal clima di omertà mafiosa, dalla violenza gratuita, dal senso di onnipotenza e di invincibilità proposto dalle culture mafiose.
Non è necessario attardarsi oltre andando a ripetere il lavoro che tanti esperti hanno già condotto sulle cause della dispersione scolastica: molti indicatori utili sono riferibili allo studio di situazioni di emarginazione sociale che sono causa fondamentale del fallimento umano e scolastico di tanti ragazzi. Il problema per fronteggiare queste situazioni consiste nel trasformare il generico diritto allo studio in azione formativa mirata in relazione ai bisogni reali dei ragazzi.
Viaggio nella dispersione In tal senso lIRRE Calabria intende sviluppare un impegno di grande respiro per: a) organizzare una ricerca azione, di dimensione regionale, sulla dispersione scolastica nei tre livelli di scuola; b) effettuare un monitoraggio completo della situazione raccogliendo i dati dal vivo della realtà degli Istituti scolastici; c) studi di caso: larea periferica reggina, larea crotonese (con particolare riferimento a Cutro, Isola Capo Rizzuto, Cirò Marina), Cosenza e il suo hinterland, Lamezia Terme, lhinterland vibonese ; d) Dispersione e obbligo formativo A che punto è lattuazione dellobbligo formativo come misura regina per labbattimento della dispersione scolastica in Calabria;
Percorso progettuale Non può sfuggire il ruolo che nella lotta alla dispersione scolastica deve essere svolto dalle risorse umane su cui si può contare. In tal senso è necessario predisporre adeguate strategie di ampliamento delle prospettive disciplinari, di approfondimento di procedure didattiche più complesse e di promozione di attività di recupero e di controllo accettando un team di interlocutori in cui non manchino le rappresentanze degli enti locali, del tribunale dei minori, delle forze dellordine, dellufficio scolastico regionale, dellufficio regionale per limpiego e loccupazione e delle organizzazioni imprenditoriali secondo la vocazione economica prevalente delle varie aree. Sarà, pertanto necessario: a) selezionare un ampio campione di scuole appartenenti ad aree in cui il fenomeno della dispersione di manifesti con particolare forme; b) disporre lelaborazione e la realizzazione di valide strategie anti dispersione (Quali sono in Calabria i fattori di successo? Quali quelli che ostacolano le tendenze positive dei giovani? Come bisogna ottimizzare i percorsi formativi per abbattere la dispersione?); c) sviluppare un impegno formativo di docenti e dirigenti scolastici in relazione alle specifiche peculiarità delle varie aree; d) disporre forme e livelli di coordinamento interistituzionale da impegnare nellorganizzazione di un Osservatorio della dispersione scolastica anche sulla base di semplice collaborazione, con la creazione di reti provinciali istituzionalmente riconosciute a livello regionale, per la promozione del successo formativo; e) coordinare, anche attraverso lo stesso Osservatorio, il rapporto con il mercato del lavoro, tenendo conto che: una maggiore sensibilizzazione delle famiglie può essere daiuto per diffondere una cultura della convenienza a frequentare la scuola; il possesso delle competenze di base (informatiche, linguistiche, relazionali, grafiche, giuridiche, ecc.) è utile per esercitare qualsiasi attività in forma auto imprenditoriale; lo scambio tra scuola e mondo dellimpresa e dellimprenditoria sostiene ed alimenta le specificità personali e aiuta a finalizzare ed affinare le competenze acquisite nella scuola.
Strumenti 1 - Il coordinamento della ricerca azione prevista dal progetto sarà affidato ad un Comitato Tecnico Scientifico che ne elaborerà, organizzerà e vigilerà sulla realizzazione dei vari moduli previsti. Il Comitato tecnico Scientifico sarà composto pariteticamente dai rappresentanti di: IRRE Calabria - 2 Ufficio Scolastico Regionale - 2 Dirigenti scolastici - 1 Docenti - 1 Famiglie - 1
2 Gruppo operativo - Si occuperà della realizzazione pratica dei vari moduli . Sarà composto da tre componenti: USR -1 IRRE -1 SCUOLE -1
3 Osservatorio Coinvolgerà: Scuole, IRRE, USR, Regione Calabria, Tribunale dei Minori, Prefetture, Associazioni Docenti e Dirigenti. Seguirà levoluzione del fenomeno della dispersione e produrrà materiali di studio e di riflessione. 4 Seminari formativi per docenti e dirigenti delle scuole coinvolte 5 Raccolta, elaborazione, cura e pubblicazione dei materiali prodotti.
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